Le tue mani si fanno come un soffio D’inviolabili lontananze, Inafferrabili come le idee, E l’equivoco della luna E il dondolio, dolcissimi, Se vuoi posarmele sugli occhi, Toccano l’anima.
Giuseppe Ungaretti
disegni: Albrecht Durer - Studi per mani 1520 circa
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martedì 7 luglio 2015
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mercoledì 25 febbraio 2015
PATRICK McGRATH - FOLLIA
"Sono l' Addolorata, diceva la sua schiena, sono un'acqua scura, sono dolore, la mia anima è lacera, sanguina, toccherai la mia ferita? Un attimo di silenzio. Non lo farà, si disse, non mi dissezionerà proprio qui, proprio ora; e infatti non lo feci. La lasciai tornare in silenzio alla poltrona. Alla fine parlò lei”
ph. ANDREW WYETH - BARRACOON 1976
"Sono l' Addolorata, diceva la sua schiena, sono un'acqua scura, sono dolore, la mia anima è lacera, sanguina, toccherai la mia ferita? Un attimo di silenzio. Non lo farà, si disse, non mi dissezionerà proprio qui, proprio ora; e infatti non lo feci. La lasciai tornare in silenzio alla poltrona. Alla fine parlò lei”
ph. ANDREW WYETH - BARRACOON 1976
LA LUCE IN PITTURA
Il Manierismo, intorno agli anni trenta del Cinquecento, aveva rotto la tradizione della luce piena rinascimentale, con i primi notturni in cui appare il gioco di contrasto cromatico determinato tra zone in ombra e zone illuminate in un gusto ritmico che ormai sfuggiva alla pacata armonia del periodo precedente.
Proprio come prove di virtuosismo essi avevano osservato gli effetti della luce utilizzando fonti di luce artificiale e visibili.
Gli artisti del Seicento aggiungono alla luce valore fortemente simbolico ed evocativo che ha e che viene dichiarato.
Essa è segno dell' Invisibilile, ma al tempo stesso ha la funzione di eliminare, lasciandolo nell'ombra, ogni particolare che potrebbe distrarre dalla scena narrata, mettendo in evidenza i punti chiave del dipinto.
Proprio come prove di virtuosismo essi avevano osservato gli effetti della luce utilizzando fonti di luce artificiale e visibili.
Gli artisti del Seicento aggiungono alla luce valore fortemente simbolico ed evocativo che ha e che viene dichiarato.
Essa è segno dell' Invisibilile, ma al tempo stesso ha la funzione di eliminare, lasciandolo nell'ombra, ogni particolare che potrebbe distrarre dalla scena narrata, mettendo in evidenza i punti chiave del dipinto.
venerdì 20 febbraio 2015
LA PITTURA SCOLPITA
MANTEGNA - La pittura scolpita di Mantegna viene dal gusto per le antichità, che rivelano il passato in pietra, ma non dice nulla su come si dipingeva negli anni dei greci e dei romani. Tanto è forte l'interesse per l'antico che a volte anche la sua pittura imita il bassorievo come nelle " grisaelle".
Nel Sacrificio di Isacco, il cesello della grisaglia si staglia sul fondo marmoreo dipinto riuscendo così a fondere pittura e scultura al punto di confodere alla vista i confini
Philippe Daverio
Nel Sacrificio di Isacco, il cesello della grisaglia si staglia sul fondo marmoreo dipinto riuscendo così a fondere pittura e scultura al punto di confodere alla vista i confini
Philippe Daverio
giovedì 29 gennaio 2015
BOLLA
Una bolla è un oggetto acquoso e trasparente sulla cui superficie si riflettono i colori dell'arcobaleno.
La sua semitrasparenza è sinonimo della spiritualità associate alla luce celestiale del Paradiso.
La bolla ha anche un lato oscuro: la bolla che scoppia denota inaffidabilità e instabilità
Ciò che non convince o si rivela infondato è definita " bolla di sapone".
Tuttavia le connotazioni positive della bolla superano quelle negative: ad esempio la bolla può rappresentare dei sogni in volo, palle dorate che fluttuano.....
Le bolle portano i bambini nel mondo della fantasia.
E mentre la lucente bolla di sapone si dissolve nell'aria, il simbolo archetipo della bolla dà, oltre alla certezza della morte del corpo, la speranza che l'anima vivrà in eterno.
- NELLA BOLLA DELL'AMORE - dettaglio - Il GIARDINO DELLE DELIZIE 1504 - HIERONYMUS BOSCH
- KAREL DUJARDIN - BAMBINO CON BOLLE DI SAPONE 1663 - Allegoria della transitorietà della vita - dettaglio 1 e 2
Una bolla è un oggetto acquoso e trasparente sulla cui superficie si riflettono i colori dell'arcobaleno.
La sua semitrasparenza è sinonimo della spiritualità associate alla luce celestiale del Paradiso.
La bolla ha anche un lato oscuro: la bolla che scoppia denota inaffidabilità e instabilità
Ciò che non convince o si rivela infondato è definita " bolla di sapone".
Tuttavia le connotazioni positive della bolla superano quelle negative: ad esempio la bolla può rappresentare dei sogni in volo, palle dorate che fluttuano.....
Le bolle portano i bambini nel mondo della fantasia.
E mentre la lucente bolla di sapone si dissolve nell'aria, il simbolo archetipo della bolla dà, oltre alla certezza della morte del corpo, la speranza che l'anima vivrà in eterno.
- NELLA BOLLA DELL'AMORE - dettaglio - Il GIARDINO DELLE DELIZIE 1504 - HIERONYMUS BOSCH
- KAREL DUJARDIN - BAMBINO CON BOLLE DI SAPONE 1663 - Allegoria della transitorietà della vita - dettaglio 1 e 2
domenica 18 gennaio 2015
ANIMA DANNATA
I DISEGNI DI MICHELANGELO
MICHELANGELO BUONARROTI 1475-1564
Racconta il Vasari che Michelangelo, prima di morire a Roma nel 1564, aveva bruciato - “gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto”. -
Anche per quest’ansia di perfezione dell’artista la sua opera grafica risultò subito rara e ricercata: tanto che Leonardo, suo nipote ed erede, riuscì a comprare solo a caro prezzo sul mercato romano, dopo la morte dello zio, un gruppo di suoi disegni.
ANIMA DANNATA
STUDIO PER CORPO UMANO
STUDIO PER LEDA
sabato 27 dicembre 2014
EDUARD STEICHEN - GLORIA SWANSON - 1924
ALLAN RAMSAY - MARGHARET LINDSAY - 1758
ANDREI WYETH - WIND FROM SEA dettaglio - 1947
IL PIZZO E' ARTE
Il merletto o pizzo o trina, quando è realizzato a mano, è una particolare lavorazione di filati per ottenere un tessuto leggero, prezioso e ornato. L'operazione non viene effettuata su tessuto, ma è essa stessa la costruzione di una trama nel vuoto. Questo tipo di lavorazione richiede l'uso di strumenti idonei ad assicurare, e successivamente ornare, i fili che vengono lanciati nelle direzioni richieste dal disegno progettato. Tali strumenti sono il tombolo o il telaio.
Nel 500 a Venezia compare per la prima volta il pizzo realizzato ad ago
La lavorazione si diffonde poi al punto che dall’ambito domestico e quello conventuale si arriva alla figura della merlettaia e poi alla produzione industriale in Inghilterra: fu a Nottingham che, nell’800 John Hethcoat e Leavers inventarono la prima macchina-telaio.
Questa arrivò poi a Calais che detiene ancora il primato per la produzione pizzi Leavers, in assoluto, tra quelli realizzati a macchina i più pregiati.
Ai pizzi ad ago e a tombolo si unisce il pizzo ad uncinetto con varianti di tecnica come il chiacchierino ed il puncetto.
Ad essere filato è il cotone ma esistono anche pregiatissimi pizzi di fili di seta, di oro e d’argento, anche impreziositi da pietre preziose.
Napoleone considerava il pizzo tanto elegante e sofisticato che lo rese obbligatorio nell’abbigliamento di corte, quindi, nell’800 questo divenne un tessuto tipicamente femminile.
Ai nostri giorni ad esaltarlo nelle loro creazioni di Moda sono stati numeri stilisti in diverse declinazioni: basti pensare alla sensualità della donna siciliana in abiti neri di Dolce & Gabbana, all’allure flamenca delle donne di Balenciaga o ai corpetti di Jean Paul Gaultier.
Il tocco di femminilità antica e di sensualità e raffinatezza del pizzo, restano indiscussi attraverso il tempo.
martedì 23 dicembre 2014
LA FIABA INVERNALE
L'inverno per secoli è stato vissuto come un vero flagello, considerato una punizione divina, fino al 18° secolo quando verrà visto non più come una minaccia, ma in un' ottica romantica.
Gli artisti del romanticismo saranno attratti dalla luce e dai colori invernali, dal sentimento del riposo e intimità proprie dell'inverno, o dallo stupore della natura immobile e intimista che l'inverno richiama.
Ma saranno gli impressionisti a cogliere in pieno la gamma di possibilità cromatiche e luminose che la neve può creare.
Il bianco immobile della campagna, la brina che fa luccicare i campi.
BRUEGEL IL VECCHIO - CACCIATORI NELLA NEVE 1565
MONET - RUOTE SULLA NEVE 18 ?
L'inverno per secoli è stato vissuto come un vero flagello, considerato una punizione divina, fino al 18° secolo quando verrà visto non più come una minaccia, ma in un' ottica romantica.
Gli artisti del romanticismo saranno attratti dalla luce e dai colori invernali, dal sentimento del riposo e intimità proprie dell'inverno, o dallo stupore della natura immobile e intimista che l'inverno richiama.
Ma saranno gli impressionisti a cogliere in pieno la gamma di possibilità cromatiche e luminose che la neve può creare.
Il bianco immobile della campagna, la brina che fa luccicare i campi.
BRUEGEL IL VECCHIO - CACCIATORI NELLA NEVE 1565
GOYA - TEMPESTA DI NEVE - 1787
FRIEDRICH - PAESAGGIO INVERNALE CON CHIESA - 1811
MONET - RUOTE SULLA NEVE 18 ?
sabato 6 dicembre 2014
CUCIRE - nell'arte, nel mito
- Arte manuale creativa che consente di unire tra loro due tagli di stoffa -
Cucire è una forma d'arte, è la precisione dei punti del chirurgo, la chiusura di una ferita.
Nelle fiabe e nei miti, la cucitura rappresenta un lungo e infaticabile processo che, punto dopo punto, conduce alla redenzione, rammenda il tessuto lacerato dell'anima o rimedia a un incantesimo.
La cucitrice e la sarta sono incarnazioni psichiche dell'umiltà eroica, della cura per i dettagli e della ripetizione: rappresentano coloro che sono abbastanza saggi da riprendere i punti lasciati in sospeso della potenziale totalità
il libro dei simboli - Taschen
ALFRED STIELGHITZ - GIORGIA O'KEEFE E LE SUE MANI 1914
HAMMERSHOI - DONNA CHE CUCE 1887
GEORGE SEURAT - DONNA CHE CUCE 1882
ODILON REDON - RITRATTO DI DONNA 1901
- Arte manuale creativa che consente di unire tra loro due tagli di stoffa -
Cucire è una forma d'arte, è la precisione dei punti del chirurgo, la chiusura di una ferita.
Nelle fiabe e nei miti, la cucitura rappresenta un lungo e infaticabile processo che, punto dopo punto, conduce alla redenzione, rammenda il tessuto lacerato dell'anima o rimedia a un incantesimo.
La cucitrice e la sarta sono incarnazioni psichiche dell'umiltà eroica, della cura per i dettagli e della ripetizione: rappresentano coloro che sono abbastanza saggi da riprendere i punti lasciati in sospeso della potenziale totalità
il libro dei simboli - Taschen
ALFRED STIELGHITZ - GIORGIA O'KEEFE E LE SUE MANI 1914
HAMMERSHOI - DONNA CHE CUCE 1887
GEORGE SEURAT - DONNA CHE CUCE 1882
ODILON REDON - RITRATTO DI DONNA 1901
mercoledì 26 novembre 2014
LE LACRIME
Come nella tela di
ROGIER VAN DER WEYDEN 1400-1464 - DEPOSIZIONE - 1433
Le lacrime rappresentano un fattore psichico così prezioso che i miti e i sogni le descrivono come gioielli pregiati o ambra dorata, come la pioggia o i raggi vitali del sole.
Le lacrime traboccano dai serbatoi dei più disparati e impetuosi sentimenti: sofferenza, gioia, dolore, eccitazione, compassione, sollievo o paura.
Si piange per una tristezza insopportabile, per la paura del futuro e il ricordo del passato.
La salinità delle lacrime è legata all'acqua del mare primordiale, la matrice che contiene l'esistenza.
In alchimia, le lacrime sono connesse alla " solutio": rappresentano un ammorbidimento o scioglimento degli aspetti della personalità che si sono induriti diventando inflessibili.
E come sale, le lacrime sono un emblema sia dell'amarezza sia della saggezza quando vengono versate.
da Il libro dei simboli - riflessioni sulle immagini archetipiche - Taschen
Come nella tela di
ROGIER VAN DER WEYDEN 1400-1464 - DEPOSIZIONE - 1433
Le lacrime rappresentano un fattore psichico così prezioso che i miti e i sogni le descrivono come gioielli pregiati o ambra dorata, come la pioggia o i raggi vitali del sole.
Le lacrime traboccano dai serbatoi dei più disparati e impetuosi sentimenti: sofferenza, gioia, dolore, eccitazione, compassione, sollievo o paura.
Si piange per una tristezza insopportabile, per la paura del futuro e il ricordo del passato.
La salinità delle lacrime è legata all'acqua del mare primordiale, la matrice che contiene l'esistenza.
In alchimia, le lacrime sono connesse alla " solutio": rappresentano un ammorbidimento o scioglimento degli aspetti della personalità che si sono induriti diventando inflessibili.
E come sale, le lacrime sono un emblema sia dell'amarezza sia della saggezza quando vengono versate.
da Il libro dei simboli - riflessioni sulle immagini archetipiche - Taschen
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