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martedì 28 luglio 2015

 " Quel quadro a più d'uno potrebbe far perdere la fede" Dostoevkij - L'Idiota




" Lo spettacolo di questo volto tumefatto, coperto di ferite sanguinanti è terribile. Così non avendo la forza di guardarlo più oltre, nella situazione in cui mi trovavo in quel momento, me ne andai in un altra sala. Ma mio marito sembrava distrutto. Si può trovare nell' Idiota un riflesso dell'impressione che il quadro fece su di lui. Quando tornai dopo una ventina di minuti era ancora là allo stesso posto, incatenato. Sul suo volto commosso era imnpressa quell'espressione di terrore che avevo già notato assai spesso all'inizio delle sue crisi di epilessia. Lo presi dolcemente per un braccio lo portai fuori dalla sala e lo feci sedere sulla panca, aspettandomi da un momento all'altro la crisi che per fortuna non ebbe luogo. Poco a poco si calmò, ma uscendo dal museo non insistette una seconda volta per vedere il quadro" -
Anna Griegorevna Dostoeskaja - diari dal viaggio dei Dostoevkij in Svizzera
dipinto -Hans Holbein il Giovane - Il Cristo morto nella tomba 1521

Questo è un Cristo che non risorge. Nessuno aveva mai mostrato in modo così evidente il disfacimento del corpo del redentore. Dostoevkij aveva visto il dipinto nel 1867 a Basilea ed era rimasto impressionato tanto da citarlo più volte nel suo romanzo - L' Idiota -. A uno dei personaggi farà dire " Quel quadro a più d'uno potrebbe far perdere la fede"

giovedì 23 luglio 2015


                                              Alberto Burri - Grande Gretto nero 1977
«Il Nero prima della luce è la sostanza dell'Universo, ciò che è sfuggito dal Mondo prima che il Mondo venisse al Mondo.» François Laruelle.
Questa enigmatica frase del pensatore francese ben si accorda allo stupendo Grande Gretto Nero del 1977 di Alberto Burri

Il grande Gretto nero. l'opera più monumentale eseguita da Burri in tutta la sua vita. Tutto nero. Quindici metri per cinque che sono un fronte alluvionale della materia e dell'oscuro, un pianeta lavico essicato in tempi lontanissimi, una valanga di magma galattico che minaccia di travolgerci in silenzio, un incontro ravvicinato con l'universo.
Qui ogni metafora naturalistica è inadeguata, nel Gretto c'è la musica romantica ma c'è sopratutto Bach, che tutto è forma pura, complessa, calcolatissima Forma.
F.Caroli
Alberto Burri nello scatto di Mimmo Jodice

martedì 21 luglio 2015






























VILHEM HAMMERSCHOI
CHAMBRE ENSOLEILLES 1910
"Quando, da giovane, mi chiedevano: cosa c'è di più bello nella vita? E tutti rispondevano: "la fessa!", io solo rispondevo: "l'odore delle case dei vecchi". Ero condannato alla sensibilità!"
Jap Gambardella (Toni Servillo) - La grande bellezza -
Hammershoi, la sua pittura figurativa, molto liscia, che seduce per l'aspetto enigmatico, misterioso, e per la totale volontà di puntare su una gamma ridotta di colori.
Fra gli estimatori c’erano anche Diaghilev e Rilke. Il poeta nel 1905 descriveva il lavoro di Hammershøi «lungo e lento, ma in qualsiasi momento lo si colga esso mostrerà sempre ciò che è importante e essenziale nell’arte»..
Olio su tela
National Gallery

venerdì 13 marzo 2015

WILLIAM BALK - IL GRANDE DRAGO ROSSO - 1803
 WILLIAM BLAK - ONNIPOTENTE  1794
MASSIMO GIANQUITTO - In cammino nell'arte -
Le vite di moltissimi artisti sono paradigmatiche. Quasi tutti erano COLTIVATORI DI SOGNI E SPALATORI DI NUVOLE. Personalità tutt'altro che utopiche, anzi, concretamente impewgnate fino al collo nella realizzazione di uno stile, di una voce propria, di una visione del mondo. 
Sono vite che ci insegnano il coraggio di un progetto, l'anticonformismo di un talento, la voglia di farcela alla faccia dei giudizi e delle sentenze altrui.
Io credo che siano esempi positivi soprattutto ora, in un' epoca che sembra aver perso per strada il significato del sacrificio e della responsabilità.
Questi artisti ci rimandano con le loro opere un messaggio di speranza combattiva : <<Fatti una vita che sia tua, qualunque essa sia >> , come disse Terzani a suo figlio Folco. 
Perchè " Resistere è Creare " . Resistere al degrado del disfattismo, del pessimismo e dell' arrivismo.

domenica 23 novembre 2014


FERNANDO PESSOA - da - Il libro dell'inquietudine

......Nuvole… Esse sono tutto,crolli dell’altezza, uniche cose oggi reali fra la nulla terra e il cielo inesistente; brandelli indescrivibili del tedio che loro attribuisco: nebbia condensata in minacce incolori; fiocchi di cotone sporco di un ospedale senza pareti.
Nuvole… Sono come me un passaggio figurato tra cielo e terra, in balìa di un impulso invisibile, temporalesche o silenziose, che rallegrano per la bianchezza o rattristano per l’oscurità, finzioni dell’intervallo e del discammino, lontane dal rumore della terra, lontane dal silenzio del cielo.
Nuvole… Continuano a passare, continuano ancora a passare, passeranno sempre continuamente, in una sfilza discontinua di matasse opache, come il prolungamento diffuso di un falso cielo disfatto.

Le nuvole di CONSTABLE - in STUDIO DI NUVOLE 1822
Le nuvole di ALFRED STIEGLITZ negli scatti di EQUIVALENTS