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domenica 30 novembre 2014

SEGANTINI - AVE MARIA - IL DIPINTO REALIZZATO IN DUE VERSIONI, QUI NELLA SECONDA VERSIONE, RAPPRESENTA LA BARCA CHE FA RITORNO AL PAESELLO COL SUO CARICO MENTRE IL SOLE TRAMONTA DIETRO IL CAMPANILE, ALL' AVE MARIA APPUNTO. EPPURE IL SOGGETTO DI QUEST' OPERA NON PARE ESSERE L' AZIONE IN SE' , IL VERO PROTAGONISTA E' IL TEMPO, TEMPO CHE SCANDISCE TRAMITE L' AVE MARIA IN QUESTO CASO, LE AZIONI QUOTIDIANE, UN TEMPO RELIGIOSO, NATURALE, LINEARE, RESO IN QUESTO DIPINTO DI UNA CALMA E QUIETE SURREALE E SOSPESO.

GIOVANNI SEGANTINI (1858-1899)

AVE MARIA A TRASBORDO - II VERSIONE - (1886)

Olio su tela 120x93 cm.

Segantini Museo

sabato 29 novembre 2014

SEGANTINI 1858-1899
A MESSA PRIMA 1884
Olio su tela - Fondazione Fischbacher.
Un' immagine questa di raffinato simbolismo.
All'alba un prete sale la scalinata della chiesa tardobarocca di Veguggio, resa in versione speculare per farla apparire più monumentale; ma lo sguardo del sacerdote, rivolto ai gradini, non incontra la luce. La figura trasmette un senso di profonda solitudine. Il lirismo dell'opera proviene dalla luminosità quasi magica del cielo, ottenuta grazie ai raffinati effetti materici, alla composizione in orizzontale che evoca serenità: qui tutto è giocato sui mezzi pittorici, non sugli elementi della narrazione.
SEGANTINI - LA NATURA FEROCE, FORTE E PURIFICATRICE COME LA RACCONTA IN UN ALTRO SUO GRANDE CAPOLAVORO - LA MORTE -

GIOVANNI SEGANTINI 1858-1899

TRITTICO DELLE ALPI, LA MORTE 1898

Olio su tela 190x320 cm.

Museo Segantini

SEGANTINI - NON C'E' QUADRO ALPINO DI SEGANTINI CHE NON COMUNICHI QUALCHE CONSOLANTE ILLUSIONE A UNA VITA ATEMPORALE IN CHI GUARDA. -

SEGANTINI 1858-1899
RITORNO DAL BOSCO 1890

OLIO SU TELA 64X95 CM.
Collezione Privata
GIOVANNI SEGANTINI E IL SUO SIMBOLISMO

Il simbolismo di Segantini non fu mai “antinaturalista”, rimanendo, anzi, profondamente ancorato al dato naturale. Come riuscì a conciliare questi due termini?
Li conciliò perché erano una cosa sola nella sua psiche: egli vede la natura come “foresta di simboli”, e dunque la scelta del paesaggio dove vivere e dipingere determina la sua visione. Come i Tropici per Gauguin o Arles per Van Gogh, i Grigioni sin dal 1886 e l’Engadina, dal 1894 alla morte, furono, per lui, un’espansione del proprio Io.
In lui l’osservazione di alcuni, significanti, elementi del reale – e in particolare della luce – genera l’affiorare del suo essere psichico, che ci viene restituito nella nitidezza dell’immagine.
GIOVANNI SEGANTINI

LE CATTIVE MADRI 1896
L'ALBERO DELLA VITA 1894
IL CASTIGO DELLE LUSSURIOSE 1891



venerdì 28 novembre 2014

SEGANTINI - PETALO DI ROSA 1891
E' quello di una malata il ritratto femminile sprofondato nel bianco dei cuscini che l’artista vuole qui proporci, non come rassegnazione all’inevitabile, ma come superamento di un pericolo: la notte è trascorsa, ed il risveglio indica l’inizio di un nuovo giorno, il dramma della malattia è superato dallo “sbocciare” del mattino. 
L'atmosfera, grazie alla particolarità dello sfondo creato a foglia oro segnato da macchie più scure, pare strana e surreale in contrasto col rosa acceso del viso e il bianco del letto che avvolge il tutto
GIOVANNI SEGANTINI - 1858-1899
LA RACCOLTA DEL FIENO 1888

Nel dipinto il protagonista pare essere il cielo, minaccioso, che occupa più della metà della superficie dipinta.
Il lavoro dei contadini è relegato sotto la linea d'orizzonte in una striscia di terra proiettata contro l'imponente massa delle montagne.
La raccoglitrice di fieno in primo piano, è assorta nel suo compito.
Un senso di timore reverenziale, di grandiosità e di solitudine permea il dipinto.
Sembra che di sentire le forze distruttrici delle Alpi che incombono sul destino degli esseri che le subiscono rassegnate

giovedì 27 novembre 2014

GIOVANNI SEGANTINI - L'UOMO IL MITO
SEGANTINI - LE DUE MADRI 1889
Per Segantini la maternità è un realizzarsi quasi passivo delle leggi della natura, nell'universo animale come in quello umano.
Nel dipinto l'artista affronta il problema della resa della luce artificiale nell'ambiente chiuso di una stalla, per mettere alla prova le infinite possibilità emotive dell'opposizione dialettica luce/buio, è l'espressione di questo parallelismo tra maternità umana e maternità animale.
In questa sinfonia di tonalità calde, la luce che proviene da una lanterna, il cui vetro è ricoperto da un foglio di carta che ne vela il bagliore, accarezza il piccolo addormentato, il bianco delle fasce che l'avvolgono, il viso e le mani operose della madre assonnata, i fianchi e le mammelle dell'animale che si nutre nella mangiatoia.
La sacralità della Natività tradizionale, in cui Maria è rappresentata perennemente in adorazione del Bambino, è qui sostituita da un simbolismo pagano; entrambe le madri - la donna e l'animale - sembrano dimentiche del loro piccolo, a significare che la loro parte nel ciclo eterno della vita si compie quasi a loro insaputa; eppure l'immagine conserva tutta la sua forza simbolica: un'intimità misteriosa permea il dipinto.
Annie-Paule Quinsac



GIOVANNI SEGANTINI - L'UOMO IL MITO

GI0VANNI SEGANTINI - da SCRITTI E LETTERE -
MALOGA ENGANDINA 24-11-1896 -
Caro Pelizza, Ho ricevuto la gradita tua.
Sono contento di sentire che anche in Italia si sente la necessità di allargare gli orizzonti dell'arte nostra;e sarò felice quel giorno nel quale noi,in un eletto drappello, combatteremo uniti per la bellezza nel senso del colore, per la luce che dà vita alla natura, per la purezza viva e ardente di tutte le cose, che dà all'opera nostra quell'armonia ideale dell'anima che si dona all'opera per vivere in essa. Io lavoro sempre, finii testè un quadro che mandai a Monaco.....La mia famiglia ti saluta e io saluto la tua con tanti auguri per l'avvenire - GIOVANNI SEGANTINI

SEGANTINI - AUTORITRATTO 1895

SEGANTINI - foto d'epoca




lunedì 24 novembre 2014

GIOVANNI SEGANTINI - L'UOMO IL MITO
Il topos Segantini " pittore della montagna" è decisamente riduttivo. Segantini non ha semplicemente "descritto" le Alpi.
La sua pittura si inserisce alla fine di una tradizione di riscoperta della montagna come soggetto pittorico, vecchia di oltre un secolo. Oramai tutti gli aspetti del paesaggio montano, dal sublime al pittoresco, erano stati esplorati.
A Segantini è toccato invece di restituirci la luce alpina e di conferire alla realtà montana un significato simbolico attraverso il quale la dimensione sacra viene tradotta in linguaggio visivo.
La sua resa delle Alpi non è nè una rappresentazione romantica, nè una descrizione verista: nessun ghiacciaio, nessun crepaccio, neppure i laghi, così presenti nell'Engadina, fanno parte della sua opera.
Segantini pensava in modo visionario. La natura per lui era una forza generatrice che come una madre può essere dispensatrice d'amore e di vita o invece di energia distruttrice.
Annie - Paule Quinsac

MEZZOGIORNO SULLE ALPI 1891
LA RAFFIGURAZIONE DELLA PRIMAVERA 1897
L'ARATURA 1890