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lunedì 29 agosto 2016

".....Che sia questo morir, questo supremo
Scolorar del sembiante,
e perir dalla terra, e venir meno
ad ogni usata compagnia..."
Leopardi - Canto notturno di un pastore errante....
Emile Friant, La Douleur 1898
Ed e' il nero qui il vero protagonista a cui l' artista ha affidato la narrazzione di questo dolore. Un dolore indicibile, una disperazione come solo la morte di una persona cara puo' essere. Sembra di sentire i lamenti di questa donna, tratte nuta da braccia amorevoli che gli impediscono di gettarsi nella fossa. E poi, appunto, quel nero che inonda la tela e amplifica a dismisura la tragedia.

domenica 9 agosto 2015

" Penso che Dio s'arrabbi quando in un campo passiamo vicino a qualcosa di viola e non ce ne accorgiamo."
Alice Walker, Il colore viola, 1982




























                      Jules Machard - Giovane donna con Bouquet di ortensie 1896

"....Si sentiva che Madame Swann non si vestiva soltanto per sentirsi a proprio agio o per ornare il suo corpo, ma che era circondata dal suo vestito come dall'apparato squisito e spiritualizzato di una civiltà...."
Odette nella Recherche
Fra tutti i personaggi della Recherche, Odette è quella che si serve meglio del colore, che usa come un segno e come un'arma....Se stoffe e tessuti esprimono i suoi stati d'animo quotidiani, la sua vera essenza è però contenuta in una sola sfumatura: " Madame Swann compariva, dispiegando attorno a lei un abito sempre diverso, ma che ricordo soprattutto viola". Odette può ostinarsi a cambiare marito, abito e pettinatura; il viola la accompagna per tutta la Recherche, e compone nel Narratore ( e nel lettore) l'immagine ideale che la rappresenta.



Per secoli, il viola fu prodotto alla laboriosa maniera fenicia: centinaia di molluschi venivano fatti bollire, e dal loro muco si ricavava il pigmento porpora che andava a impreziosire gli abiti di imperatori, consoli e senatori. Come il blu il viola era un colore esclusivo......La versione sintetica fu scoperta casualmente da un chimico inglese e dal fallimento di un suo esperimento nel 1859,....e in Inghilterra nasce il mauve.
Il viola era un colore molto in voga ai tempi di Proust. Era la nuance preferita dagli impressionisti, e sarti e cratori del tempo ne facevano grande uso. Nel 1862 la regina Vittoria sfoggia un abito viola acceso, e alla fine dell'Ottocento lo si vedeva così dappertutto che si finì per parlare di "decennio mauve". E il viola diventa un clichè delle mode del tempo, come le fogge orientali e i motivi floreali liberty
Eleonora Marangoni - Proust i colori del tempo

giovedì 9 luglio 2015

Rembrandt - L'uomo dall'elmo d'oro 1650 circa - e l'uso del chiaroscuro

I lavori di Rembrandt grazie al sapiente uso del chiaroscuro gli hanno valso, a pieno titolo, l'appellativo di "maestro della luce e dell'ombra."
Nel corso della sua carriera, Rembrandt, ha utilizzato la tecnica del chiaroscuro per realizzare alcuni dei dipinti visivamente e psicologicamente più suggestivi nella storia dell'arte.
Grazie alla sua abilità nel manipolare luce e ombra ha raggiunto effetti che sono poi l'anima dei suoi lavori: intensità drammatica, ritmica armonia visiva e profondità psicologica.
Focalizzando il punto di luce su una figura centrale e mettendo in ombra gli elementi dello sfondo, Rembrandt e prima di lui Leonardo e Caravaggio, artisti molto studiati da Rembrandt, hanno usato la luce così come la si usa a teatro - un fascio diretto che focalizza l'attenzione su un solo elemento e rende la scena più drammatica.
Grazie alla manipolazione calcolata di luce e ombra ha creato sapientemente stati d'animo diversi ai suoi personaggi. I personaggi da lui ritratti, diventano così una poesia visiva fatti di ombre e di luce che si alternano a riflessi ricchi e lussureggianti

Davanti a questi ritratti si ha una forte sensazione che qualcosa di serio accada nella mente di questi personaggi, ma l'esatta natura dei loro pensieri e sentimenti è solo oscuramente percepibile.L'ombreggiatura espressiva in questi ritratti tende a convergere attorno agli occhi, guance, bocca, ecc, dando ai dipinti uno spazio e un senso di profondità psicologica.
Gli occhi, in particolare, sembrano particolarmente remoti e distaccati, creando l'idea che siano concentrati interiormente su qualche particolare idea o emozione.