sabato 6 dicembre 2014


CUCIRE - nell'arte, nel mito

- Arte manuale creativa che consente di unire tra loro due tagli di stoffa -
Cucire è una forma d'arte, è la precisione dei punti del chirurgo, la chiusura di una ferita.
Nelle fiabe e nei miti, la cucitura rappresenta un lungo e infaticabile processo che, punto dopo punto, conduce alla redenzione, rammenda il tessuto lacerato dell'anima o rimedia a un incantesimo.
La cucitrice e la sarta sono incarnazioni psichiche dell'umiltà eroica, della cura per i dettagli e della ripetizione: rappresentano coloro che sono abbastanza saggi da riprendere i punti lasciati in sospeso della potenziale totalità
il libro dei simboli - Taschen

ALFRED STIELGHITZ - GIORGIA O'KEEFE E LE SUE MANI 1914
HAMMERSHOI - DONNA CHE CUCE 1887
GEORGE SEURAT - DONNA CHE CUCE 1882
ODILON REDON - RITRATTO DI DONNA 1901



mercoledì 3 dicembre 2014


SIMONE MARTINI (1285-1344)
ANNUNCIAZIONE (1333)
L' opera è una delle più celebrate degli Uffizi.
Considerato il capolavoro di Simone Martini, della scuola senese e della pittura gotica in generale, venne realizzato per un altare laterale del Duomo di Siena.
Lo sfondo è un'abbagliante distesa d'oro, che dà alla scena un'apparenza astratta ma anche straordinariamente spirituale.
Il tutto è evidenziato ancora maggiormente dalle dorature delle vesti e di altri dettagli, secondo alcune tecniche che Simone potrebbe aver inventato proprio per quest'opera: essenzialmente si tratta di dipingere sopra la foglia d'oro, sia stendendo il colore calligraficamente e con velature per lasciare in vista l'oro sottostante
Grazie all'incredibile espressività della linea, l'angelo mantiene la sua forma nonostante l'immaterialità del suo corpo, quasi trasparente, sovrapponendo l'oro delle sue vesti con l'oro dello sfondo, creando straordinari effetti di rifrazione, immergendo così l'osservatore in un'estasi di luce e ricchezza, raffinatissima, che mai sconfina in opulenza. Contrapposta, sta la figura della Vergine, del tutto terrena, sottolineata dalla chiarezza e semplicità delle vesti, marcatamente scure.
Importante sottolineare come l'artista voglia suggerire una precisa spazialità della scena, scostandosi dagli schemi dell'adimensionalità bizantina e inserendo dettagli prospettici come il pavimento marmoreo, i panneggi, i volti, il vaso di gigli, le olive, il trono in tralice e il libro, caratterizzati da un grande realismo. Da notare anche i raffinati merletti dorati della veste di Maria, che contribuiscono a dare un tocco di regalità alla sua figura, altrimenti eccessivamente cupa davanti allo splendore angelico.
Tempera su legno 265x3o5 cm.
Galleria degli Uffizi - Firenze


martedì 2 dicembre 2014

NEI SUOI DIPINTI STESSA LUCE, STESSA ATMOSFERA, STESSA SPAZIALITA' DI PIERO DELLA FRANCESCA . -

BALTHUS 1906-2001
THE CAT IN THE MIRROR 1978

Olio su tela 170x180

private coll.

FEDERICO FELLINI - CARTE SEGRETE 1990
BALTHUS - KATIA CHE LEGGE 1968/1976
".....mi condusse nella sua stanza di lavoro.....Nella luce ferma del suo studio, una luce da miracolo come in certe chiesette toscane visitate di mattina, stavamo tutti e due a guardare quei quadri come fossero dei reperti, come se ci trovassimo di fronte a qualcosa che lui, Balthus, avesse non eseguito ma ritrovato, scavato, portato alla luce. La ragazza che leggeva era contemplata tra le ombre di una parete di immemorabile antichezza e tutta avvolta da una grande luce trepidate che le si posava intorno quasi senza toccarla...."
http://youtu.be/FvQO7kP34ho

IL PRIMITIVISMO DI CIMABUE

CIMABUE - CROCIFISSIONE 1280 - Basilica in Assisi -
Tra il 1280 il 1285, Cimabue lavora nella Basilica di San Francesco ad Assisi, dove esegue la Crocifissione, ed è uno dei maggiori capolavori di Cimabue.
I colori hanno subito una mutazione a causa dell'ossidazione del bianco di piombo usato dal maestro lasciando così emergere " l'opera " sottostante, svelando così il disegno del pittoreLa composizione e il disegno restano, tuttavia, immutati, svelando interventi originari e le intenzioni embrionali del pittore. Si scopre così che - " i segni sottostanti hanno la medesima forza di alcune pitture del XX secolo. Questo perchè " chi dipinge si trova ad esprimere valori umani profondi che sono inalterabili e spesso inalterati." - Daverio
Se si paragona la Crocifissione con l'opera d' un artista renano del 1920, Bockstiegel - " si intuisce subito quanto l'arte d'ogni artista comprenda una parte di segno sotterraneo, che proviene dal fondo della coscienza, e una parte di finitura che raffigura la sua cultura visiva contingente."- Daverio
Del resto la critica ottocentesca definiva primitivista la pittura di Cimabue, e come ci dice Daverio - " Il primitivismo può essere una indagine al fondo della propria anima, come sapevano gli artisti africano quando realizzavano i loro feticci, quelli ai quali si riferisce così bene Picasso nelle Demoiselle d'Avignon."
E allora il primitivismo duecentesco di Cimabue diventa " non una lingua primordiale ma ricerca sofisticata dell'innovazione."
Philippe Daverio - Guardar lontano veder vicino -
Tutto ciò in rapporto anche all'aspetto cromatico originale, in cui da un frammento rimasto intatto si può apprezzare una gamma di colori molto sofisticata e sorprendente.
Possiamo notare l’accostamento del rosa al verde marcio, all’ocra e al marrone: volontà di delicatezza, eleganza ed effetto scenico. Le linee che evidenziano o scontro di masse, forme e linee corrisponde alla tensione dei sentimenti: odio e dolore, violenza e pietà. Tutto in questa Crocifissione è pura ricerca dell'innovazione.

CIMABUE - DETTAGLIO CROCIFISSIONE 1280
PICASSO - STUDIO per LES DEMOISELLES d'AVIGNON 1907
ARTE KOTA - MASCHERA FACCIALE
AUGUST BOCKSTIEGEL - RITRATTO DI ANNA BOCKSTIEGEL 1920
 




lunedì 1 dicembre 2014

ARTEMISIA GENTILESCHI (1593-1653)
VENERE DORMIENTE (1625\30)
Artemisia realizzò la sua "Venere dormiente" in una posa osè per una versione molto passionale che fece scandalo ai suoi tempi; la dea viene posta in una stanza dove la natura compare da un'ampia finestra con un solo puttino che la rifresca usando delle piume di pavone. Il tema della Venere dormiente fu elaborato in diversi modi, nel tempo, fino a perdere la con notazione di dea e diventare la raffigurazione di una semplice donna addormentata. Il puttino raffigurato da Artemisia verrà in seguito sostituito con la presenza di un uomo o un satiro ad aumentare l'erotismo della scena