lunedì 1 dicembre 2014

ARTEMISIA GENTILESCHI (1593-1653)
VENERE DORMIENTE (1625\30)
Artemisia realizzò la sua "Venere dormiente" in una posa osè per una versione molto passionale che fece scandalo ai suoi tempi; la dea viene posta in una stanza dove la natura compare da un'ampia finestra con un solo puttino che la rifresca usando delle piume di pavone. Il tema della Venere dormiente fu elaborato in diversi modi, nel tempo, fino a perdere la con notazione di dea e diventare la raffigurazione di una semplice donna addormentata. Il puttino raffigurato da Artemisia verrà in seguito sostituito con la presenza di un uomo o un satiro ad aumentare l'erotismo della scena


domenica 30 novembre 2014

SEGANTINI - AVE MARIA - IL DIPINTO REALIZZATO IN DUE VERSIONI, QUI NELLA SECONDA VERSIONE, RAPPRESENTA LA BARCA CHE FA RITORNO AL PAESELLO COL SUO CARICO MENTRE IL SOLE TRAMONTA DIETRO IL CAMPANILE, ALL' AVE MARIA APPUNTO. EPPURE IL SOGGETTO DI QUEST' OPERA NON PARE ESSERE L' AZIONE IN SE' , IL VERO PROTAGONISTA E' IL TEMPO, TEMPO CHE SCANDISCE TRAMITE L' AVE MARIA IN QUESTO CASO, LE AZIONI QUOTIDIANE, UN TEMPO RELIGIOSO, NATURALE, LINEARE, RESO IN QUESTO DIPINTO DI UNA CALMA E QUIETE SURREALE E SOSPESO.

GIOVANNI SEGANTINI (1858-1899)

AVE MARIA A TRASBORDO - II VERSIONE - (1886)

Olio su tela 120x93 cm.

Segantini Museo

sabato 29 novembre 2014

SEGANTINI 1858-1899
A MESSA PRIMA 1884
Olio su tela - Fondazione Fischbacher.
Un' immagine questa di raffinato simbolismo.
All'alba un prete sale la scalinata della chiesa tardobarocca di Veguggio, resa in versione speculare per farla apparire più monumentale; ma lo sguardo del sacerdote, rivolto ai gradini, non incontra la luce. La figura trasmette un senso di profonda solitudine. Il lirismo dell'opera proviene dalla luminosità quasi magica del cielo, ottenuta grazie ai raffinati effetti materici, alla composizione in orizzontale che evoca serenità: qui tutto è giocato sui mezzi pittorici, non sugli elementi della narrazione.
SEGANTINI - LA NATURA FEROCE, FORTE E PURIFICATRICE COME LA RACCONTA IN UN ALTRO SUO GRANDE CAPOLAVORO - LA MORTE -

GIOVANNI SEGANTINI 1858-1899

TRITTICO DELLE ALPI, LA MORTE 1898

Olio su tela 190x320 cm.

Museo Segantini

SEGANTINI - NON C'E' QUADRO ALPINO DI SEGANTINI CHE NON COMUNICHI QUALCHE CONSOLANTE ILLUSIONE A UNA VITA ATEMPORALE IN CHI GUARDA. -

SEGANTINI 1858-1899
RITORNO DAL BOSCO 1890

OLIO SU TELA 64X95 CM.
Collezione Privata
GIOVANNI SEGANTINI E IL SUO SIMBOLISMO

Il simbolismo di Segantini non fu mai “antinaturalista”, rimanendo, anzi, profondamente ancorato al dato naturale. Come riuscì a conciliare questi due termini?
Li conciliò perché erano una cosa sola nella sua psiche: egli vede la natura come “foresta di simboli”, e dunque la scelta del paesaggio dove vivere e dipingere determina la sua visione. Come i Tropici per Gauguin o Arles per Van Gogh, i Grigioni sin dal 1886 e l’Engadina, dal 1894 alla morte, furono, per lui, un’espansione del proprio Io.
In lui l’osservazione di alcuni, significanti, elementi del reale – e in particolare della luce – genera l’affiorare del suo essere psichico, che ci viene restituito nella nitidezza dell’immagine.
GIOVANNI SEGANTINI

LE CATTIVE MADRI 1896
L'ALBERO DELLA VITA 1894
IL CASTIGO DELLE LUSSURIOSE 1891



venerdì 28 novembre 2014

SEGANTINI - PETALO DI ROSA 1891
E' quello di una malata il ritratto femminile sprofondato nel bianco dei cuscini che l’artista vuole qui proporci, non come rassegnazione all’inevitabile, ma come superamento di un pericolo: la notte è trascorsa, ed il risveglio indica l’inizio di un nuovo giorno, il dramma della malattia è superato dallo “sbocciare” del mattino. 
L'atmosfera, grazie alla particolarità dello sfondo creato a foglia oro segnato da macchie più scure, pare strana e surreale in contrasto col rosa acceso del viso e il bianco del letto che avvolge il tutto